ARLECCHINO MUTO PER SPAVENTO

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ARLECCHINO MUTO PER SPAVENTO

7 febbraio 2026 ore 20.30

ARLECCHINO MUTO PER SPAVENTO

«Una partitura mimica e gestuale di infinita sapienza.»

La trama è quella “classica” della Commedia dell’Arte, con un amore contrastato e i lazzi e le improvvisazioni lasciate ai personaggi e alle maschere che portano in scena. Qui il giovane Lelio, lasciata Venezia e giunto a Milano, pretende sia fatta giustizia. Nella sua patria si è follemente innamorato di Flamminia, figlia di Pantalone De’ Bisognosi, ampiamente ricambiato. Ma il padre della giovane l’ha già promessa in sposa a Mario, figlio di Stramonia Lanternani, mercantessa di stoffe, anche se il timido Mario ama Silvia, giovane risoluta e determinata. Ecco il motivo della venuta di Lelio a Milano: ricondurre alla ragione Mario e la madre Stramonia o, alla peggio, sfidare il giovane a duello. La notizia avrebbe dovuto rimanere nascosta, ma Arlecchino, servitore di Lelio, appena giunto in città la diffonde ad ogni anima viva incontrata. Per ridurlo al silenzio il suo padrone gli gioca un tranello: finge che un demonio sia imprigionato nel proprio anello e, se Arlecchino parlerà, il demonio glielo rivelerà ed il servitore sarà decapitato. Arlecchino decide dunque di chiudersi in un religioso silenzio, diventando muto… per spavento!

Nonostante sia stato privato della parola, Arlecchino riesce ad innamorarsi della servetta di Stramonia, Violetta, a fare baruffa con Trappola, anche lui innamorato della giovinetta e a combinare un sacco di guai, il tutto mentre le due coppie di innamorati cercano una giusta risoluzione ai loro intrighi, ostacolati da Pantalone e da Stramonia.

Questo Arlecchino, sicuramente originale per la scelta del canovaccio inedito e per la volontà di riportare alla ribalta dopo almeno 20 anni di silenzio la Commedia dell’Arte con il suo “repertorio” di strumenti del mestiere come la recitazione, il canto, la danza, il combattimento scenico, i lazzi e l’improvvisazione, testimonia la scelta di voler fare un “teatro d’arte per tutti”, come la vera e profonda vocazione di Stivalaccio Teatro.

Un teatro popolare, ma ricco di spunti, in cui la tradizione della Commedia dell’Arte viene smontata e rimontata con gli strumenti di interpretazione e di lettura del XXI secolo, uno spettacolo in cui gioco, invenzione, amore, paura e dramma si mescolano, celati dalle smorfie inamovibili delle maschere e dall’abilità degli interpreti. Un canovaccio moderno, per utilizzare le parole di Eugenio Allegri, a cui è dedicato questo debutto, che va “alla ricerca della propria origine, della propria storia, del proprio presente per ritrovare la ‘memoria attiva’ di un discorso sul teatro e, attraverso il teatro, di un discorso sulla società”. Una trama in cui gli intrecci si ingarbugliano sugli equivoci, ma lentamente si dipanano tra le gesta dei personaggi. E se queste esili vicende, ambientate in un mondo surreale e fantastico, echi dello splendore teatrale italiano di tempi lontani riescono ancora a strappare un sorriso, forse in quel preciso istante potrà rinascere la poesia del teatro, per troppo tempo silenziata e muta.

 

Crediti

con (in ordine alfabetico)

interpreti / personaggi

Sara Allevi / Violetta

Marie Coutance / Flamminia

Matteo Cremon / Lelio

Katiuscia Bonato / Stramonia Lanternani

Michele Mori / Mario Lanternani

Stefano Rota / Pantalone de’ Bisognosi, Bargello

Pierdomenico Simone / Trappola

Maria Luisa Zaltron / Silvia

Marco Zoppello / Arlecchino

soggetto originale e regia Marco Zoppello

scenografia Alberto Nonnato

costumi Licia Lucchese

disegno luci Matteo Pozzobon e Paolo Pollo Rodighiero

maschere Stefano Perocco di Meduna

consulenza musicale Ilaria Fantin

trucco e parrucco Carolina Cubria

duelli Massimiliano Cutrera

assistente alla regia Francesca Botti

assistente mascheraia Tullia Dalle Carbonare

foto e video Serena Pea

costumi realizzati da Francesca Parisi, Sonia Marianni e Caterina Volpato con particolare attenzione al riutilizzo di stoffe e materiali a basso impatto ambientale

scene realizzate da Roberto Maria Macchi e Matteo Pozzobon nella Bottega di Stivalaccio Teatro

responsabile di produzione e distribuzione Federico Corona

coordinamento organizzativo Mary Salvatore

organizzazione Massimo Molin

amministrazione Ilaria Meda

concept e visual Caterina Zoppini

produzione Stivalaccio Teatro, TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Verona

con il sostegno della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e della Fondazione Teatro Civico di Schio

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biglietti in vendita online sul circuito ciaotickets
presso il botteghino del teatro nei consueti orari di apertura
0854212125
334 1543833

 

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